Il Cryptolocker ora arriva tramite PEC

Ricordiamo che su questo blog non ci occupiamo di richieste di decriptazione. Rimandiamo quindi gli utenti ad utilizzare il servizio di OpenFILE.it per le richieste di decrittazione.

La famosa versione del ransomware per cui si stima una crescita importante delle infezioni per tutto il 2017, ora arriva tramite PEC. Avete capito bene. Il genio del male che l’ha creato e che ne sta rilasciando le nuove versioni, sempre più complesse da decifrare, si serve ora delle caselle di posta elettronica certificata per l’invio del ransomware ai contatti, i quali, vedendo l’allegato provenire tramite PEC, lo apriranno con maggior tranquillità.

Per ottenere una PEC è necessario fornire un documento all’ente emittente. Questo significa che è così possibile risalire all’identità dell’hacker che ha immesso il nuovo cryptolocker in rete?

Neanche per sogno.

Ovviamente si tratta di caselle rubate a terzi (i veri proprietari della casella PEC), i quali, ignari dell’accaduto, si troveranno probabilmente la polizia postale a casa, e che dovranno dimostrare di non essere gli autori dell’attacco.

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