Strategia da casinò live: come perdere meno soldi [STATISTICA]

PREMESSA (e cazziatone) E APPROCCIO PSICOLOGICO

L’ho già detto che il casinò è un gioco in cui distrarsi senza credere di arricchirsi?
Non l’ho detto con abbastanza convinzione?
RIPETO: IL CASINO’ NON E’ UN GIOCO CON CUI ARRICCHIRSI!

Il gioco è da intendersi come tale. Se non si dimentica mai che nel gioco si vince e si perde, allora ci si divertirà, poiché la sconfitta farà parte del gioco. Come applicare questo concetto ai casinò? La prima regola dovrebbe essere quella di puntare ciò che si è disposti a perdere senza remore.

Il giocatore da casinò (e da gioco d’azzardo in generale) conosce bene la frase di cui sopra, ma poi quando si tratta di giocare, viene preso dalla febbre del gioco e si lascia governare dall’istinto perdendo il raziocinio e finisce con puntare soldi oltre il limite che si era dato, passando da uno stato di gioco, a uno stato di frustrazione.

Darsi 20 euro come budget massimo da spendere alla roulette, e perderli in 5 minuti, rende molto più frustrati che perdere gli stessi 20 euro in 2 ore di gioco. Giocare quindi con puntate piccole che consentano di aumentare il tempo di gioco darà longevità alla giocata, ma anche noia poiché con puntate piccole, la vincita è altrettanto piccola.

PERCHE’ IL CASINO’ LIVE E’ DA PREFERIRE?

Se siete abili in matematica, statistica e dotati di buona capacità mnemonica, già sapete la risposta.

Su alcuni giochi di casinò live (quello in cui tramite webcam il croupier “vivo” gioca davanti a voi), il mazzo di carte a terra sarà mischiato dopo un tot di mani, e non ad ogni mano come avviene nei giochi “non live”.

Mi spiego meglio:

  • nel blackjack live, fino a quando non viene rimescolato il mazzo (cosa che non avviene ad ogni mano, onde evitare un rallentamento del gioco e la riduzione degli incassi), il giocatore può memorizzare le carte uscite e quindi capire se vi sia o meno probabilità di uscita di una determinata carta, falsando la parità statistica che si ha subito dopo la smazzata;
  • nel blackjack software (non live), il croupier è virtuale e ad ogni nuova giocata il mazzo viene mischiato, azzerando la conta delle carte che si può fare invece quando davanti si ha un croupier vero (conta possibile esclusivamente tramite uso della memoria fisica del cervello).

Esempio semplificato:

  • giochiamo a pari e dispari;
  • il mazziere mischia 10 carte (da 1 a 10);
  • il mazziere mi chiede su cosa io intenda puntare (se paro o dispari);
  • io ho il 50% di probabilità e quindi punto a caso, diciamo “pari”;
  • viene estratta la prima carta (un 5) e perdo;
  • il mazziere NON rimescola le carte ancora;
  • il mazziere mi chiede cosa altro giocare;
  • a questo punto, sapendo che vi sono ancora 5 carte pari, e 4 carte dispari (1 è già uscita poco fa), scelgo ovviamente “pari”, poiché ora non ho 1 su 2 di probabilità di vittoria, bensì 5 su 9 (più del 50%).

Indipendentemente dall’esito (potrei essere sfortunato e perdere comunque), ho operato nel modo migliore, sbilanciando la probabilità di vincita verso la mia scelta, e l’ho fatto grazie al passaggio tra una mano e l’altra di un’informazione, immagazzinata nella mia memoria umana, del fatto che la composizione del mazzo sia cambiata, da 5/5 a 4/5.

Immaginiamo ora di giocare a sette e mezzo, un gioco leggermente più complesso del pari e dispari, e immaginiamo di essere il banco, che sta giocando contro l’ultimo a parlare dopo un giro a tavola in cui il banco ha già giocato (nella stessa mano) contro 5 amici.

Dopo aver giocato (con la stessa smazzata) contro 5 giocatori, abbiamo visto il numero di carte già uscite (a terra) in ciascun duello.

La memorizzazione delle carte uscite (prima del rimescolamento successivo) permette di trarre conclusioni importanti, come ad esempio, il fatto che dopo che sono usciti 4 assi a terra e 8 figure (e quindi nel mazzo non vi sono altri assi, e sono rimaste solo 4 figure), e avendo in mano un 6, è poco probabile fare 7 (ci vorrebbero due figure di fila) ed è poco probabile che esca una figura per arrivare a 6 + 1/2 (sei e mezzo). In questa situazione è altamente consigliabile lo stop con il 6.

Come si applica questa strategia ai casinò live?

Prima di tutto si devono individuare i giochi in cui il mazzo (o l’oggetto della puntata statistica) non viene azzerato ad ogni mano.

Si esclude quindi la roulette e le slot machine, poiché non vi è alcuna memoria storica della giocata.

Si passa quindi a selezionare giochi in cui il mazzo ha una longevità, come ad esempio il black jack, in cui il sabot delle carte è azzerato ogni 8 mani (alcuni casinò offrono il mescolamento ogni 12 mani, altri ogni 4 quindi è bene prima studiare l’ambiente di gioco).

Successivamente, si dovrà applicare una strategia mnemonica come il red seven count, la HILO, o la Arnold Snyder.

Non entrerò nel merito delle diverse strategie, più o meno complesse, mentre è fondamentale rimarcare la differenza principale che rende i casinò live più interessanti rispetto al casinò on-line digitale, ossia il fatto che, per non annoiare i giocatori, per velocizzare il gioco (e gli incassi), “la casa di gioco” decide di non mescolare ad ogni giocata il mazzo, rendendo possibile la costruzione della memoria storica di giocata che in alcuni casi può fortemente sbilanciare il gioco a favore o del banco o del giocatore, e quando è palesemente a favore del giocatore, è il momento di alzare la puntata, poiché la statistica è dalla sua parte.

Niente vieta che, anche con la percentuale di vittoria dell’80, si possa perdere. Fa parte della distribuzione statistica casuale. L’importante è che su un numero elevato di giocate sbilanciate all’80%, alla lunga, il giocatore si troverà ad avere la meglio. L’importante è essere capaci a svolgere calcoli velocemente su proporzioni statistiche, e cercare, a parità di probabilità di vincita, mantenere costanti gli importi di puntata.

Di seguito ecco cosa accade:

1) con una puntata costante, a fronte di una distribuzione statistica dell’80%

  • #1 gioco 10: vinco (vado a +10)
  • #2 gioco 40: perdo (vado a -30)
  • #3 gioco 8: vinco (vado a -22)
  • #4 gioco 30 perdo (vado a -52)
  • #5 gioco 4: vinco (vado a -48)
  • #6 gioco 6: vinco (vado a -42)
  • #7 gioco 10: vinco (vado a -32)
  • #8 gioco 20: vinco (vado a -22)
  • #9 gioco 10: vinco (vado a -12)
  • #10 gioco 5: vinco (vado a -7)

2) con una puntata scostante, a fronte di una distribuzione sempre dell’80%

  • #1 gioco 10: vinco (vado a +10)
  • #2 gioco 10: perdo (vado a 0)
  • #3 gioco 10: vinco (vado a +10)
  • #4 gioco 10 perdo (vado a 0)
  • #5 gioco 10: vinco (vado a +10)
  • #6 gioco 10: vinco (vado a +20)
  • #7 gioco 10: vinco (vado a +30
  • #8 gioco 10: vinco (vado a +40)
  • #9 gioco 10: vinco (vado a +50)
  • #10 gioco 10: vinco (vado a +60)

è chiaro che nel primo caso, ho voluto mostrare il caso peggiore, quello per cui proprio sulle puntate alte, abbiamo ottenuto il 20% di perdite statisticamente prodotte dalla probabilità di vincere dell’80%. Il secondo esempio è chiaramente meno altalenante, meno rischioso e a lungo termine più certo che produrrà reddito positivo e ridurrà il numero di giocate necessarie ad ottenere un profitto.

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